15 November, 2018
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I nostri pasti

Il nostro pasto sarà idealmente costituito da:
  • zuppa (ottima la zuppa di miso!)
  • piatto misto prevalentemente vegetale, con cereali non raffinati (preferibilmente in chicco o pasta di grani antichi), verdure di stagione (non le patate), una piccola porzione di legumi. Per avere un’idea delle quantità (che sono comunque relative, possiamo ipotizzare circa 50 gr di cereali e 25 gr di legumi da secchi).
  • dolce (dolcificato preferibilmente con la frutta), con semi oleosi
In sostituzione dei legumi, avremo una porzione di pesce (pescato di taglia piccola), da utilizzare ad esempio settimanalmente (al posto dei legumi), in maniera da integrare con qualche prodotto animale per l’apporto di Vitamina B12.
E’ uno stile alimentare che può aiutarci a conservare la salute. A maggior ragione adatta in caso di alcuni squilibri, magari con alcuni accorgimenti.

La colazione

Per quanto riguarda la colazione, idealmente questa potrebbe ricalcare un pasto normale (zuppa e piatto misto). La colazione ideale è infatti quella salata.
Noi italiani siamo però abituati alla colazione dolce. Sono abitudini e, se vogliamo, possono essere modificate. Sarebbe bene variare sempre anche la colazione. E se abbiamo voglia di dolce, possiamo prepararci qualcosa di dolce (meglio se non secco e duro, preferendo un dolce al cucchiaio).
La cosa migliore per la colazione sono le creme di cereali integrali, ottenute o dal chicco già cotto, oppure dalla farina con semi oleaginosi tostati, con l’aggiunta di frutta cotta o essiccata, se ci piace dolce.
Questo tipo di colazione, a lento assorbimento, riesce a fornirci l’energia che ci occorre per affrontare la giornata dopo il digiuno notturno, evitando picchi glicemici e la conseguente crisi ipoglicemica, come accade nel caso di biscotti fatti con zucchero e farina raffinata.
In pratica, avendo mangiato troppo zucchero, alla salita rapida della glicemia segue una discesa rapida e non c’è più zucchero per nutrire il cervello. Ecco perché spesso a metà mattina abbiamo fame!
E questo è anche il motivo per cui i bambini a scuola diventano distratti: tutta colpa dell’ipoglicemia.
Teniamo presente che la crisi ipoglicemica porta anche noi adulti ad avere difficoltà di concentrazione e lentezza di riflessi e questo è fondamentale in un ambiente di lavoro dove la nostra sicurezza dipende dalla nostra attenzione!
Ci piace la frutta? Meglio, però, quando fa caldo e non quando fa freddo! E, se fa freddo, meglio cotta.
Nella cucina contadina, la colazione non era molto diversa dagli altri pasti: non c’era il frigorifero, il cibo non andava buttato e così l’avanzo della cena precedente era un ottimo modo per iniziare la giornata. Ottimi i cereali integrali in chicco, possibilmente con verdure, avanzati dal giorno precedente, oppure una zuppa di miso, o altro ancora.
Si possono preparare i biscotti suggeriti dal dottor Berrino, senza zucchero, impastando la farina di mandorle con la polpa di mela cotta e con un pizzico di sale marino integrale. Si formano delle palline, si fanno rotolare nei semi di sesamo e si mettono al forno per 10 minuti circa. Le mandorle hanno, tra l’altro, la proprietà di rallentare la velocità di assorbimento degli zuccheri. Con questi biscotti non avremo il problema dell’ipoglicemia, perché non faranno salire rapidamente il livello degli zuccheri nel sangue. Usiamo dunque tutta la nostra fantasia e inventiamo i cibi salati e dolci più diversi che ci aiutino a cominciare al meglio la nostra giornata.
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